PROGRAMMA A.A. 2016/2017

programma-aa-2015-2016-smart-public

Il Master di I livello in Smart Public Administration ha durata annuale e rilascia n. 60 Crediti Formativi Universitari.

Le ore destinate alle attività didattiche sono articolate come segue: 300 ore di lezioni frontali di aula, 50 ore di attività di approfondimento, 350 ore di project work.

La modalità di frequenza prevede week-end alterni.

Il programma degli studi

L’innovazione tecnologica anche nella Pubblica Amministrazione è recentemente diventata una necessità e un obbligo anche normativo. Diventa pertanto essenziale affrontare il tema della Public Smart Administration sotto diversi punti di vista ma soprattutto intervenendo nella professionalizzazione delle figure formate.
L’obiettivo del master è quello di formare risorse in grado di supportare concretamente le amministrazioni sui temi dell’innovazione anche grazie all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie e normative creando percorsi di specializzazione ad hoc finalizzate alla costruzione di due figure professionali specifiche, una sorta di Public Administration Angel:
1. Smart Community Designer e Manager
2. Open Data and Geographic Information Manager

Il programma del Master in Smart Public Administration è diviso in:

  • 3 Unità formative
  • Attività di approfondimento
  • Project work

 

UNIT 1 – Metodologie e strumenti per l’Innovazione Digitale: (90 ore – 10 CFU)

A partire da un’analisi delle Agende Digitali Europea e italiana, e della relativa normativa, si introdurranno i concetti di base di Ingegneria del business, Controllo di gestione, Project Management, Gestione del cambiamento. Articolazione del programma:
● Agenda Digitale e Codice dell’Amministrazione Digitale (normativa generale, privacy, sicurezza)
● Amministrazione e servizi digitali
● Le normative per l’ICT nella PA
● Ingegneria del business
● Controllo di gestionee sistema di indicatori nel ciclo della performance
● Project Management
● Gestione del cambiamento
● Dematerializzazione, documento informatico, fatturazione elettronica, workflow documentale e conservazione sostitutiva dei documenti contabili, fiscali, amministrativi

Attività di approfondimento (15 ore)

UNIT 2 – Modelli per la Smart Public Administration (180 ore – 25 CFU)

Il concetto e i modelli della smart city verranno declinati in ottica di innovazione sociale, competenze digitali e inclusione digitale, progettazione ed erogazione di attività formative. La gestione dei gruppi e la comunicazione attraverso social media saranno gli elementi di base per approfondire Open Data, Gestione dei dati territoriali, Tecnologie digitali – Cloud Computing e Mobile computing.
Articolazione del programma:
● Il concetto e i modelli di un territorio smart
● Politiche per lo sviluppo economico-territoriale e ruolo dell’ICT
● Il governo e il monitoraggio di un territorio smart
● Significato e tematiche dell’innovazione sociale
● Innovazione per la crescita: un nuovo approccio strategico al design, al monitoraggio e alla scalabilità degli interventi
● Strumenti per la Domanda Pubblica Intelligente, la scalabilità, l’internazionalizzazione
● Modelli di competenze digitali e inclusione digitale;
● Modelli educativi, progettazione ed erogazione di attività formative per adulti e gestione dei gruppi
● Comunicazione attraverso social media
● Open Data e Big Data
● Gestione dei dati territoriali
● Tecnologie digitali (Cloud Computing, Mobile Computing, IoT)
● La gestione di progetti complessi
● Ingegneria dei servizi
● La gestione e lo sviluppo delle comunità
● L’approccio all’inclusione digitale: metodologie, pratiche ed esperienze
● Metodologie dei processi di partecipazione e di apprendimento per le competenze digitali
● Gli ambiti di applicazione dei progetti di innovazione sociale

Attività di approfondimento (30 ore)

UNIT 3 – Figure professionali per la Smart Public Administration (Totale ore 30 per indirizzo a scelta del discente – 5 CFU)

Indirizzo A: Smart Community Designer e Manager

Verranno forniti gli strumenti per l’acquisizione delle competenze fondamentali della figura professionale che sia in grado di progettare la smart city, secondo una metodologia di pianificazione integrata, negli ambiti tecnologico, sociale, urbanistico-architettonico, ambientale.
La gestione e lo sviluppo delle comunità e di progetti complessi a supporto del governo e del monitoraggio di una smart city saranno le fondamenta per innovazione sociale, ingegneria dei servizi, social media marketing. Articolazione del programma:
● Metodologia per la pianificazione integrata di un territorio smart
● Progettazione dell’ambito tecnologico
● Progettazione dell’ambito sociale
● Progettazione dell’ambito ambientale-urbanistico-architettonico
● Analisi dei fabbisogni per le competenze digitali
● Costruzione degli interventi per lo sviluppo delle competenze digitali

Indirizzo B: Geographic Information Manager

Verranno forniti gli strumenti per l’acquisizione delle competenze fondamentali della figura professionale che sia in grado di favorire l’incremento del livello di qualità e competenza tecnica all’interno del network che costruisce una comunità intelligente, nei riguardi delle tematiche legate alla capacità di fruire dei dati territoriali (spatialenablement), sia intesa rispetto alla disponibilità di queste informazioni, sia come abilità conseguite per il loro sfruttamento.
La gestione e lo sviluppo delle comunità spatiallyenabled saranno le fondamenta per stimolare l’innovazione grazie al ruolo dei dati territoriali digitali di connettore e aggregatore di altre fonti di dati, funzione fortemente legata al loro ampio impiego nel contesto di tecnologie in rapido sviluppo quali LBS, Internet of everything, connected car e altre.
Articolazione del programma:
● L’informazione geografica della comunità e i flussi informativi
● Progettazione dell’ambito tecnologico per il GIM
Attività di approfondimento (15 ore)

Le attività di approfondimento sono caratterizzate dall’utilizzo di strumenti e metodologie altamente innovativi.

Project work

Durante lo svolgimento del master è previsto per ciascun partecipante lo svolgimento di un project work (PW) formativo professionalizzante.

Il PW è parte integrante dell’attività didattica del master, è oggetto di valutazione, attribuisce crediti formativi e coincide con la tesi finale del master. Ha una durata di 350 ore.

Il discente può scegliere se sviluppare il PW a partire dal proprio contesto lavorativo o se riferirsi ad altri contesti ovvero svolgerlo presso un’altra Pubblica Amministrazione.

Il PW è un progetto sperimentale con carattere operativo e concreto riferito ad una situazione reale della P.A. ed ha lo scopo di proporre una o più soluzioni innovative.

La durata del project work per i master da attivare nell’A.A. 2016-2017 è stata incrementata rispetto alle precedenti edizioni perché il carattere sperimentale del PW richiede un impegno temporale consistente per approfondire variabili di contesto, processi e modelli applicativi, anche attraverso l’analisi e lo studio comparativo in contesti similari, nazionali ed internazionali.

Il PW può prevedere, infatti, sia l’innovazione di un’attività sia l’impostazione o il cambiamento di una struttura organizzativa o ancora lo sviluppo di una nuova procedura operativa o di un nuovo processo (in particolare attraverso l’utilizzo del PCM – Project Cycle Management – e del RBM -Results-Based Management).
Durante l’intero processo di ricerca ed elaborazione del PW è prevista l’assistenza individuale di un coach che affianca il discente in tutte le fasi previste e nell’applicazione/utilizzo di conoscenze, metodologie e strumenti appresi in aula.
Inoltre, ferma restando la supervisione individuale per i singoli PW e previa analisi dei profili dei partecipanti e dei contesti lavorativi di provenienza, il coach di concerto con la Faculty del master propongono ove possibile lo sviluppo di un progetto di più ampio respiro che vedrà la declinazione di singoli PW come temi specifici di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.

In tal modo si favorisce indirettamente la collaborazione sinergica tra più amministrazioni pubbliche e si arricchisce il percorso formativo dei partecipanti al master attraverso un’esperienza che implica scambi e confronti, oltre a favorire una visione strategica e di sistema di alcuni problemi e delle relative soluzioni.

Il PW si articola nelle seguenti fasi:

  • Individuazione degli stakeholder: individuazione degli attori chiave e dei portatori d’interesse rispetto al tema del progetto;
  • Analisi del contesto di riferimento: descrizione del contesto organizzativo procedurale e operativo della questione trattata, con precisazione di ruoli, attività, comportamenti, modalità operative rilevanti dello scenario di intervento;
  • Definizione dell’obiettivo generale e degli obiettivi specifici: individuazione del cambiamento e/o della sperimentazione da proporre per la risoluzione del/i problemi individuati nella fase iniziale. In questa fase è fondamentale l’assistenza del coach al fine di favorire quanto più possibile l’individuazione di un tema che consenta il collegamento con altri PW in una logica di approccio sistemico;
  • Indicazione vantaggio/i attesi: individuazione del risultato minimo atteso, utile al raggiungimento dell’/degli obiettivo/i;
  • Attività: sviluppo sintetico ma completo della proposta di innovazione o soluzione, con particolare riguardo alla sequenza operativa e all’indicazione dei dati quantitativi essenziali, atti a definire le dimensioni della situazione o del problema.

 

Il PW per quanto sopra descritto rappresenta uno strumento utile:

  • al dipendente della PA per tradurre in competenze pratiche quanto acquisito durante il percorso formativo
  • alla PA ospitante per fruire di un supporto consulenziale interno se sviluppato da un dipendente della propria struttura o esterno per la risoluzione di un problema o lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali a vari livelli
  • alla community del master perché il PW sviluppato sarà poi redatto in un format standard e messo a disposizione nell’ambiente virtuale dedicato per la condivisione con gli altri utenti come caso di studio
  • all’Ateneo per arricchire di nuovi spunti gli studi e le ricerche nel settore oggetto del master e attivare convegni/dibattiti su tematiche di interesse
  • agli stakeholder della P.A. per divulgare soluzioni sperimentali e approfondirne le applicazioni in diversi contesti

 

Lo scenario evolutivo e il contesto della P.A. con riferimento alle tematiche trattate dal master

Da molti anni la Pubblica Amministrazione italiana si interroga sul rapporto corretto ed efficace tra politica, amministrazione e cittadinanza: siamo passati dal cittadino-suddito al cittadino-cliente, ottima metafora per segnalare un passaggio importante ma non sufficiente per descrivere il rapporto reale tra PA e cittadini, per tornare finalmente al cittadino-cittadino.

Da più di venti anni esistono normative e regolamenti che rispondono alla domanda di quanta e quale trasparenza offrire ai cittadini: Legge 241/1990,Decreto Legislativo 14 marzo 2013,n. 33 eil recentissimo Decreto Legislativo “recante revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione pubblicità e trasparenza”del 17 Maggio 2016 che, oltre a prevedere modifiche al Decreto 33 citato, prevede quanto già molti altri paesi da tempo prevedono ovvero il cosiddetto FOIA, Freedom Of Information Act, disposizioni che disciplinano la libertà di accesso di chiunque ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni tramite l’accesso civico e la pubblicazione di documenti, informazioni e dati concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni e le modalità per la loro realizzazione.

Sono questi elementi fortemente innovativi quali l’accesso civico, la qualità delle informazioni, i dati aperti (open data), accesso alle informazioni sui siti pubblici e il cambiamento più rilevante, almeno a livello teorico, è arrivato con il nuovo paradigma che passa dal semplice utilizzo delle tecnologie, eGovernment, all’Open Government che prevede nuovi strumenti ma soprattutto nuove metodologie partecipative e di ascolto che daranno sicuramente un forte impulso al cambiamento nell’ottica della cittadinanza attiva e del reciproco ‘trust’ tra amministratori e amministrati.

L’Open government è stato definito dal “Memorandum for the heads of executive departments and agencies” emanatonel dicembre 2009 in cui il Presidente Obama richiede l’implementazione dei principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione da parte di tutti i dipartimenti e le agenzie (http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/omb/assets/memoranda_2010/m10-06.pdf).

Si transita quindi da un approccio orientato all’erogazione dei servizi, in cui il cittadino è mero fruitore delle prestazioni erogate dall’amministrazione, ad uno basato sulla collaborazione, in cui il cittadino partecipa attivamente alle scelte di governo.

I principi dell’Open Government, trasparenza, partecipazione, collaborazione, se applicati adeguatamente, potranno migliorare gli schemi operativi dell’amministrazione pubblica e i relativi processi decisionali, accrescendo nel cittadino la fiducia e onorando la missione dell’amministrazione al servizio della comunità.

Nell’era del web 2.0 in cui le informazioni sono alla portata di tutti e dove l’interazione e la condivisione stanno diventando sempre di più il nuovo modo di pensare e lavorare in tutti i settori, l’openness è, di fatto, l’unica via che la Pubblica Amministrazione ha per innovare, innovarsi e adattarsi ai “nuovi” cittadini che sono sempre più esigenti e finalmente attivi e proattivi, non solo nel chiedere ma anche nell’offrire le proprie conoscenze e competenze.
Stiamo parlando di governo partecipato, trasparente e condiviso della cosa pubblica.

Gli “strumenti” abilitanti e i nuovi processi decisionali non hanno bisogno tecnologie costose ma soprattutto di capacità di adattamento (sia da parte dei cittadini che delle amministrazioni) al cambiamento in atto generato e supportato dalle nuove tecnologie, dai nuovi modelli di interazione e dai nuovi strumenti 2.0: Social network e Social media, piattaforme di partecipazione e di polling, ideari, e più banalmente anche solo mailing list, newsletter, forum di discussione. Strumenti insomma che permettono una forte interazione tra tutti gli attori di un territorio.

Si tratta di adottare un nuovo approccio alle attività amministrative che permetta la transizione da cittadino suddito a cittadino attivo, da amministrazione vessante e gerarchica a una amministrazione aperta all’ascolto e che garantisce la partecipazione.

Da parte della PA quindi sono richiesti ascolto, condivisione delle scelte e comunicazione, mentre da parte del cittadino partecipazione attiva e costruttiva. In una parola collaborazione!
A partire da questi scenari evolutivi, i Project Work potranno prevedere analisi di contesto, studi di fattibilità, pianificazione e realizzazione di interventi relativi ai tre principi dell’Open Government: trasparenza, partecipazione, collaborazione.

Di seguito alcuni ambiti di sviluppo dei PW:

• L’accesso ai dati pubblici (open data)
• Valutazione critica della trasparenza dell’ente di appartenenza anche nell’ottica della nuova normativa sul FOIA
• Analisi comparativa e selezione di piattaforme partecipative
• Definizione di un piano per le politiche innovative dell’ente di appartenenza
• Analisi delle tecnologie in uso presso il proprio ente e formulazione di proposte innovative
• Individuazione delle strategie di sviluppo tecnologico del proprio ente
• Lo sviluppo di un territorio smart

Risorse strutturali
Ogni partecipante potrà usufruire durante lo svolgimento del PW di tutti gli spazi e i servizi dell’Ateneo e dotazioni strumentali tra cui: accesso a banche dati e laboratori, biblioteca.. etc.
Inoltre, qualora si rendesse necessario accedere presso strutture e/o enti per l’analisi di dati, per incontri..etc, l’Ateneo agevolerà il discente predisponendo la necessaria documentazione amministrativa.

LCU, inoltre, mette a disposizione le competenze delle risorse dei propri Centri di ricerca che promuovono costantemente la diffusione della conoscenza attraverso documenti, rapporti, studi e ricerche ed alimentano il dibattito su temi di grande interesse attraverso seminari, convegni e giornate di studio creando così opportunità di confronto, approfondimento e aggiornamento con un approccio trasversale alle tematiche in discussione. In particolare è prevista la collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Metodologie Ermeneutiche della Complessità vocato allo stesso tempo alla ricerca di possibili chiavi di lettura della complessità, ma anche, alla costruzione di “linguaggi” non semplici, in grado di esprimere i cambiamenti, costruire nuove strutture e funzioni.
Lo staff tecnico – organizzativo e il corpo docente del Dipartimento per la ricerca potranno coadiuvare il coach e il corpo docente nell’assistenza individuale fornita oltre a contribuire all’individuazione di temi oggetto del PW.

Pubblicazione e diffusione dei PW

È prevista la pubblicazione dei PW sul sito istituzionale dell’Ateneo e nella community on-line sotto forma di caso di studio.
Sarà adottato un format standard per la pubblicazione con lo scopo di facilitare la consultazione del documento da parte di terzi interessati ad approfondire alcuni temi specifici e a consultare soluzioni organizzative, procedurali etc… individuate in determinati contesti.
Inoltre, la casa editrice di riferimento dell’Università potrà – previa visione degli elaborati – valutare la pubblicazione di un e-handbook per la PA articolato per macrotemi.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni con gli stakeholder delle P.A. per la presentazione e diffusione delle soluzioni oggetto di approfondimento e analisi dei singoli project work.


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